Il tempo degli spaventapasseri

redazioneAEVJozefina Dautbegović

Il tempo degli spaventapasseri

Guerra: imparare lingue straniere di giorno, piangere nella propria lingua di notte

a cura di Bianca Tarozzi

Il tema di queste poesie è quello di una realtà segnata dalle esperienze della guerra, e chi ne scrive ha un io poetico profondamente ferito, costretto a «imparare a parlare in lingue straniere di giorno / di notte piangere esclusivamente nella propria lingua». Questo bellissimo verso mi pare emblematico perché riesce a trasmetterci contemporaneamente sia la forza della poesia di Jozefina Dautbegović che la sua delicatezza e discrezione. L’orrore della guerra non ci viene mai raccontato con compiacimenti morbosi o d’effetto, descrizioni sanguinose o autocommiserazione, ma ci sentiamo comunque percorsi da freddi brividi di disagio per il metafisico spaesamento del quotidiano che l’autrice sperimenta e riesce a trasmetterci. C’è in Dautbegović un autentico senso di sorpresa e una costante constatazione delle sorprendenti e quasi sempre dolorose cose che le capitano, come se la «studiosa» e la «ricercatrice», occupata ad analizzare e a comprendere l’animo umano, riuscisse sempre ad avere la meglio su un io dolorante e perdente. La sua poesia esalta la nostra solidarietà, ci dà energia invece di togliercela, e un suo lievissimo umorismo dona il tocco finale al perfezionismo speculare delle sue costruzioni poetiche.

  • titolo Il tempo degli spaventapasseri
  • sottotitolo Guerra: imparare lingue straniere di giorno, piangere nella propria lingua di notte
  • autore Jozefina Dautbegović
  • traduttore Neval Berber
  • curatore Bianca Tarozzi
  • collana Il cerchio di Itten
  • anno 2022
  • isbn 9788894703054
  • pagine 184
  • prezzo euro 18,00
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