Devozioni domestiche
Destini sospesi tra fiaba e romanzo
Premio alla carriera “Fondazione Roma – Ritratti di Poesia” 2024
Nota soprattutto per la sorprendente capacità di comporre poemetti narrativi, novelle in versi, le sue poesie sono inconfondibili per la loro felicità. È possibile dire seriamente una cosa simile di un poeta contemporaneo? Forse è possibile ma è raro. Per più di un secolo la musa dominante in poesia è stata l’angoscia, non la felicità. I pochi poeti che hanno fatto eccezione sono stati quelli più narrativi e descrittivi, come Gozzano, Saba, Bertolucci, gli inventori di una micro-poetica del presente o del passato, gremita di scene, luoghi spariti, figure e storie di una volta, spazi definiti, oggetti desueti, nomi propri, favole di identità, con una nostalgia estatica di momenti edenici. E tutto questo in versi. Voglio dire in veri versi, versi regolari, riconoscibili, i più praticati e praticabili in lingua italiana, maneggevoli come semplici e irrinunciabili utensili domestici: in prevalenza endecasillabi, frequenti settenari, ogni tanto un quinario, a volte una rima.
Bianca Tarozzi sembra abbia imparato dagli inglesi o dagli americani (che ha tradotto) ad accettare la felicità di comunicare in versi di «senso comune», non sublimi né sibillini. È questa felicità che afferra subito il lettore: la felicità di trasgredire a una norma o convenzione attuale (la poetica enigmistica in versi liberi) per ritrovarne una in disuso, come si trova un favoloso tesoro nascosto in soffitta: la lingua di un microcosmo familiare, infantile e remoto, sottratto alla tirannia del presente.
Alfonso Berardinelli

- titolo Devozioni domestiche
- sottotitolo Destini sospesi tra fiaba e romanzo
- autore Bianca Tarozzi
- collana Il cerchio di Itten
- anno 2022
- isbn 9788894703030
- pagine 92
- prezzo euro 15,00 Vai al libro