Stazioni

Molesini EditoreSeamus Heaney

Stazioni

Stations è una silloge di 21 prose poetiche di Seamus Heaney pubblicata a Belfast da Ulsterman Publications nel 1975. Nello stesso anno a Londra Faber dà alla stampa una delle raccolte più importanti del poeta irlandese, North. Non soprende che la critica abbia accostato queste due opere, individuando nelle prose di Stations un resoconto dell’esperienza personale di Heaney più «democratico», per così dire, rispetto a quello dei versi di North. Un esperimento che resta però unico nell’opera del futuro premio Nobel – bisognerà aspettare, infatti, l’undicesimo e penultimo libro di versi di Heaney, District & Circle (2006), per ritrovare prose poetiche.
Nel 1970-71, Heaney inizia a scrivere i testi di Stations, da lui definiti “marce rubate in una forma nuova”, “trivellazioni autobiografiche”, “stretti pozzi scavati in uno strato della coscienza nordirlandese”. L’anno accademico trascorso a Berkeley, in California, rappresenta uno snodo fondamentale nel suo percorso umano e poetico. Nello stesso anno, però, la pubblicazione di Mercian Hymns, una raccolta di prose poetiche del poeta britannico Geoffrey Hill, lo induce a interrompere la stesura di Stations, che riprende e completa nel 1974 dal cottage di Glamnore, nella campagna dublinese, dove si era trasferito con la famiglia due anni prima, compiendo un’altra scelta decisiva per la sua vita e la sua opera.
Alle prose poetiche di Stations Heaney affida un doppio compito narrativo. Le prime, in terza persona, descrivono esperienze della sua infanzia: inizialmente idilliache ma presto inquinate da paura e repulsione, come nelle poesie del suo primo libro, Death of a Naturalist (1966). Le prose successive, come le poesie del suo quarto libro North (1975), documentano invece le condizioni sociali e politiche dell’Irlanda del Nord, presa nella morsa sanguinosa di una guerra civile tra maggioranza protestante e minoranza cattolica che non sembra conoscere tregua.